Interviste, Società

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della Roma?

Sicuramente il primo fattore è stata la mia grande stima nei confronti di Maurizio Gatto. Rappresenta una figura di riferimento, persona di grande apertura mentale, disposta al cambiamento, al rischio e alla sperimentazione, pur restando nei canoni della tecnica e della propria competenza professionale. È un grande osservatore, autocritico, sempre pronto a prendersi la responsabilità di un evento. Inoltre è un esperto conoscitore della pallanuoto ed è dotato di una grande visione del gioco, della strategia e della tattica.

Avevate già lavorato insieme in passato?

Sì. Era stato lui, grazie alla sua mentalità aperta e di condivisione, a contattarmi durante la stagione 2010/2011 per iniziare un progetto relativo alla preparazione fisica con l’Under 17 della ROMA 2007, e successivamente con HYDRA che, con un gruppo nuovo e molto giovane, raggiunse le Finali Nazionali di Camogli.

La preparazione fisica è fondamentale per un giocatore di pallanuoto.

Assolutamente. Credo fortemente nella formazione della Scuola dello Sport del CONI, presso la quale ho frequentato ogni corso disponibile per raggiungere i massimi livelli riconosciuti, e per questo condivido pienamente la filosofia del Dott. Melchiorri (Medico FIN Pallanuoto) in termini di approccio scientifico alla preparazione fisica, alla prevenzione della traumatologia del pallanuotista, all’incremento delle qualità fisiche del giocatore ed al monitoraggio e all’analisi dello stesso.

Il suo importante passato sportivo non appartiene all’ambiente acquatico, bensì alla lotta.

Sì, ho avuto la possibilità di vestire i colori della Nazionale per tanti anni per poi convertire la mia passione nella formazione; collaboro tuttora in qualità di tecnico con la Federazione Italiana settore Lotta (FIJLKAM). Sarà particolarmente stimolante per me, ed estremamente nuovo per i ragazzi, grazie all’esperienza fatta negli anni precedenti, tutto il lavoro che riguarda la componente lottatoria in acqua.

Ha già iniziato a lavorare con i ragazzi. Come li ha trovati?

Si tratta di un gruppo molto giovane ed eterogeneo, sia per morfologia che per età; stanno infatti attraversando una fase particolarmente sensibile dal punto di vista della maturazione e dell’accrescimento, sia a livello ponderale che staturale. È una fase della crescita fondamentale e delicata per un atleta, durante la quale si può ancora lavorare su determinati aspetti relativi ad alcuni parametri della coordinazione motoria e dell’apprendimento di schemi motori complessi, e soprattutto iniziare ad investire sulle capacità specifiche di questo sport: la forza, la potenza, la resistenza.

Quali saranno gli step del lavoro?

La prima fase della preparazione è mirata a conoscere per ogni atleta la propria “carta di identità motoria”. In seguito, una volta emerse le criticità ed i punti forti di ognuno, si potrà andare a lavorare in modo più dettagliato individualmente e in maniera più personalizzata, cercando di elevare i punti deboli di ognuno, a seconda inoltre del ruolo ricoperto in campo, dell’arto dominante e delle proprie caratteristiche tecnico/tattiche.

Ogni ragazzo avrà dunque una preparazione personalizzata.

Sì, amo particolarmente testare, programmare, organizzare e pianificare la preparazione fisica e che questa sia il più possibile tagliata su misura per ogni individuo, con le sue caratteristiche fisica e mentali, in modo che ogni atleta possa esprimere il proprio potenziale. Credo che a livello giovanile sia fondamentale investire sull’educazione del movimento, per permettere di eseguire schemi di movimento corretti e sempre più puliti dal punto di vista tecnico e posturale. Credo inoltre, pur venendo da uno sport individuale, in modo particolare nel concetto di squadra; le precedenti esperienze con il tecnico Maurizio Gatto hanno dimostrato una strategia vincente e di risultato.

Quale sarà l’impegno settimanale dei ragazzi?

Il programma relativo alla preparazione fisica a secco si sviluppa su due sedute settimanali in palestra, mentre una ogni tre sarà svolta in vasca, compatibilmente con le necessità dello staff tecnico. Non resta che farci un grande in bocca al lupo, ad maiora!

 

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